La Caritas diocesana di Spoleto-Norcia partecipa al progetto 241/2024 CEI8x1000 “CALLFORYOUNG”, rigenerazione di comunità destinato all’Alta Valle del Marroggia del comune di Spoleto, zona che va da Santo Chiodo fino a Messenano, comprendendo anche la zona dei Monti Martani. Vengono investiti 67.000,00 euro. Questa parte del territorio spoletino è densamente abitata, soprattutto le frazioni di S. Giovanni, Baiano e S. Martino in Trignano; l’età media della popolazione non è elevata; molte delle persone residenti non sono native della zona. Un dato su tutti appare significativo: a metà anni ’80 l’arcivescovo Ottorino Pietro Alberti annotava nella relazione della Visita Pastorale che la parrocchia di Baiano contava 800 abitanti; oggi la nuova zona pastorale denominata Pievania di S. Giovanni Battista conta circa 10.000 abitanti. Un tempo erano presenti grandi aziende, anche di importanza nazionale, quasi tutte chiuse o riconvertite: pensiamo alla Cementir di S. Angelo in Mercole (chiusa), alla ex Pozzi di Santo Chiodo (chiusa), alla ex minerva (acquistata da altre aziende del territorio), l’ex Novelli (ridimensionata) ecc… È presente l’edilizia popolare, sviluppata in modo particolare a S. Giovanni di Baiano. Nelle colline della Valle, inoltre, ci sono tanti piccoli borghi con pochi abitanti, ricchi di storia e di tradizioni, immersi in una natura incantevole, poco conosciuti anche nel resto del territorio comunale di Spoleto. I centri più grandi, Baiano, S. Giovanni di Baiano e S. Martino in Trignano, hanno sviluppato un senso comunitario grazie soprattutto al servizio di valorosi sacerdoti, tra cui: don Giuseppe Grimani (a lui e ad Ivo Rutili si deve la nascita, tra l’altro, della società sportiva Superga 48), don Lanfranco Chiaretti, don Mario Curini (a lui ad esempio si deve la suddivisione del paese di Baiano in rione), don Vito Stramaccia, il Servo di Dio don Andrea Bonifazi, don Renzo Persiani (con lui è stata avviata la Pro-Loco di Baiano) e don Gianfranco Formenton (molto si è speso per la crescita spirituale, sociale e morale dei giovani).
La sfida dal progetto, allora, è quella di comprendere come questo territorio, composto da tante anime, storie, esperienze, problematiche e risorse, possa ritrovarsi insieme per un rinnovato cammino di rinascita e di miglioramento della vita sociale, culturale e relazionale, mettendo al centro le aspirazioni e il ruolo delle giovani generazioni. Nei mesi primaverili-estivi del 2024 è stata realizzata una fase di ascolto che ha coinvolto diverse realtà del territorio, in particolare le Pro-Loco e le Associazioni che animano alcune delle aree urbane più importanti. Sono emersi vissuti collettivi, punti di vista sulla realtà e l’identità di questi luoghi, di quanto è avvenuto in questi anni e di quanto sta avvenendo, di rapporti tra persone e tra comunità, delle potenzialità che esistono e anche di possibilità per il futuro.
Un obiettivo concreto del progetto è stato anche quello della rigenerazione dello spazio verde intorno alla chiesa di S. Giovanni di Baiano, luogo isolato dal resto del paese, ritrovo dei giovani e, purtroppo, anche teatro di piccole storie di microcriminalità. Con la sua rigenerazione vogliamo ridonare alla comunità un luogo accogliente e sicuro dove giovani e anziani, famiglie e adolescenti possono ritrovarsi per momenti di fraternità, di svago, di riflessione, di ascolto.
Sabato 21 settembre i giovani del territorio (gruppo RegenU – #puntodipartenza e RegenU/1) si sono ritrovati per momenti ludici nello spazio verde intorno alla chiesa di S. Giovanni di Baiano e per avviare il percorso di ideazione e organizzazione degli eventi conclusivi del progetto, accompagnato da laboratori di falegnameria per la produzione di allestimenti mobili modulari e di video making per condividere il progetto.
Domenica 22 settembre 2024 è stata vissuta una giornata di ascolto reciproco e di confronto per immaginare una prospettiva comune: a Crocemarroggia c’è stato un primo momento di condivisione su alcuni contenuti più significativi che la fase di ascolto sta restituendo, con particolare attenzione a quei luoghi che rappresentano o possono rappresentare delle potenzialità; a Fogliano c’è stato un secondo momento finalizzato a capire insieme quale visione della rigenerazione di questo territorio è possibile soprattutto in chiave collaborativa, unendo le forze e aprendosi anche a nuovi percorsi; infine al Santuario della Madonna di Panico dove è stato riportato tutto quanto è emerso in un patto di collaborazione per la rigenerazione dell’Alta Marroggia. I partecipanti si sono dati appuntamento per un passo successivo: identificare le priorità di intervento e azioni a breve e medio periodo su cui lavorare e per sostenere l’azione dei giovani coinvolti.
Grazie a questo progetto riusciamo finalmente ad avviare un percorso di rigenerazione di questa parte del Comune di Spoleto che ha nel “grembo” tante potenzialità, tante bellezze e tanti talenti che hanno, però, bisogno di “venir fuori”. E il nostro compito è un po’ come quello dell’ostetrica: aiutare a far uscire i tesori che queste comunità contengono e condividerli. Una fida entusiasmante e necessaria.
Ringraziamenti. Mi piace fare menzione delle persone che in vario stanno collaborando al progetto: per la cooperativa Partes, Silvia Quaranta, esperta in innovazione sociale e welfare di comunità, e Alfonso Raus, esperto di progettazione partecipata e percorsi di rigenerazione urbana; Emanuela Paparella, esperta in mediazione relazionale, “tutor Caritas”; Sara Elsa, facilitatore, esperta in costruzione di comunità; Giannermete Romani, educatore ambientale, esperto in narrazione di comunità; Diego Catanossi, educatore ed animatore di comunità; Stefano Giannetti, esperto in comunicazione; Claudio Scarabottini, esperto in produzione eventi artistico creativi.
È possibile seguire le varie del progetto nel canale Instagram dedicato: ReGen-U
Don Edoardo Rossi, direttore della Caritas diocesana



















