Le voci commosse dei poveri, che condividono con Francesco fede, gioia e dolori. Mariana, assistita dalla Caritas di Spoleto-Norcia, ha portato la sua testimonianza dinanzi al Papa

Le voci commosse dei poveri, che condividono con Francesco fede, gioia e dolori. Mariana, assistita dalla Caritas di Spoleto-Norcia, ha portato la sua testimonianza dinanzi al Papa

Le voci commosse dei poveri, che condividono con Francesco fede, gioia e dolori. Mariana, assistita dalla Caritas di Spoleto-Norcia, ha portato la sua testimonianza dinanzi al Papa

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Papa Francesco ha trascorso la mattinata del 12 novembre 2021 a Santa Maria degli Angeli, dove ha incontrato 500 uomini e donne, giovani e anziani, in stato di disagio, dell’Umbria e dell’Europa in vista della Giornata mondiale dei poveri. Tre ore scandite da canti, preghiere, gesti simbolici, testimonianze. L’incontro di preghiera del Papa con i poveri alla Porziuncola è stato come un ponte di accoglienza lungo più di 800 anni che collega quello che il Poverello testimoniava insieme ai primi frati e a Chiara, e la fede e i drammi dei poveri di oggi accanto al Pontefice. E nel gesto dei tre poveri che consegnano al Papa il mantello sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli, è come se ci fosse davvero il giovane Francesco che non ha ancora abbracciato la croce e iniziato a riparare la Chiesa di Cristo.

Il dolore di Mariana, aggrappata ai figli cresciuti con amore.  Dopo la preghiera silenziosa del Pontefice nella Porziuncola si sono susseguite le testimonianze dei poveri e di chi condivide la propria vita con loro. Una delle persone che ha portato la sua testimonianza al Papa è seguita dalla Caritas di Spoleto-Norcia. Mariana è romena, 43 anni, arrivata in Italia 15 anni fa, oggi in sedia a rotelle accompagnata dai figli di 24 e 22 anni. Racconta, pur tra dolori fortissimi, di essere venuta in Italia per fare la badante, lasciando 2 figli col marito. Alla sua morte li ha portati con sé in Italia, ma 11 anni fa è arrivata la malattia, una “sindrome dolorosa devastante alla colonna lombare e alle gambe, che ha sconvolto la mia vita familiare e lavorativa”. L’intervento chirurgico ha peggiorato la situazione, e Mariana oggi è invalida. La provvidenza per lei e i suoi ragazzi è stata la Caritas, il cui aiuto le ha permesso di tirare avanti in modo dignitoso e alcuni dottori  – spiega – “che Dio mia ha messo sulla strada” e che la curano gratis. Ma Dio le ha dato la forza di crescere due bravi ragazzi “che oggi fanno di tutto per me, la badante, la domestica la cuoca, mi fanno il bagno. La forza di seguire questo calvario la trovo in Gesù, soffro da 11 anni, la salute non l’ho recuperata, ma sopporto questi dolori con una dose di morfina “da cavallo”, che mi leva solo il 20 per cento del dolore. Grazie a don Edoardo (Rossi, ndr) che non mi ha mai abbandonato, e soprattutto grazie a Dio per la forza che ancora mi da’”.

 

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